
Dormire nel cuore dell'Etruria a prezzi onesti.
Un'opportunità di soggiorno nella località più famosa dell'Etruria meridionale, Tarquinia l'etrusca, è offerta dai simpatici gestori del B&B Dakota, Giovanni e Deborah.
Nel loro Bed and Breakfast si soggiorna ad un prezzo veramente economico (30 euro per notte) nel cuore dell'area definita Patrimonio dell'Umanità dall' UNESCO.
Dal B&B ci si può spostare senza alcuna difficoltà verso i siti archeologici di Tarquinia etrusca. Alcuni di questi (necropoli, fondo Scataglini, via dei Principi) sono, addirittura, raggiungibili a piedi percorrendo sentieri in terra battuta nel bel mezzo di una natura incontaminata. Durante la passeggiata verso le mete archeologiche si può godere un panorama mozzafiato verso il mar Tirreno.
L'accoglienza e la cordialità dei due gestori è sottolineata dalle gustosissime colazioni preparate con prodotti tipici e cucinati secondo le tradizioni locali.
Provare per credere.
Iniziamo con l'archeologia.
Tra le numerose leggende che hanno circondato, per anni, la civiltà etrusca, ve ne sono alcune che, in un immaginifico viaggio nel tempo, riportate ad oggi, assumerebbero i caratteri di quelle che si è soliti definire “metropolitane” e, come queste ultime, risulterebbero fantasiose, a volte creative ma, sicuramente, fasulle.
Una di queste ci racconta della irriproducibilità del bucchero etrusco, la cui formula sarebbe, a detta di svariati e illustri indovini, scomparsa insieme alla misteriosa civiltà.
La grande quantità di oggetti rinvenuti negli scavi che si sono protratti nel tempo e nel territorio della “nazione” etrusca, ora conservati nei musei archeologici, in Italia e nel mondo, è costituita, in larga parte, da manufatti ceramici. Tra questi, contrariamente a quanto comunemente si crede, solo una parte sono effettivamente “etruschi”, in quanto, le collezioni provenienti da scavi in Etruria includono numerosi oggetti prodotti in altre aree geografiche realizzati ad opera di artisti e artigiani greci, egizi, fenici, ecc., ed importati nella penisola italica grazie alle cospicue relazioni di scambi commerciali che gli etruschi intrattenevano con le altre evolute civiltà mediterranee.
In questo contesto, dove un intrigo di commistioni e influenze ha determinato un grande momento di crescita culturale, si distinse una produzione artigianale tipicamente etrusca: il bucchero.
In realtà, il bucchero, osservato come tipologia ceramica, che si differenzia dalle altre ceramiche essenzialmente per la monocromia nera, è stato creato, e quindi usato dagli etruschi, come “surrogato” imitante la stoviglieria e i manufatti che, nei modelli d’origine, erano realizzati con materiali più preziosi: oro, argento, bronzo e avorio. Infatti, la maggioranza delle forme vascolari realizzate con questa ceramica appartengono ad un repertorio rappresentato da rarissimi oggetti, perlopiù metallici: calici (kantaros), tazze (skyphos), brocche (olpe, oinochoe), porta profumi (alabastron) e altre ancora.
La particolare lucentezza delle superfici e il non-colore nero si prestavano più d’ogni altra ceramica per quelle riproduzioni e, sicuramente, essendo meno costose degli originali dai quali mutuavano le forme, erano destinate ad un mercato più ampio. Quest’ultimo fatto è confermato dalla diffusione capillare del bucchero nel territorio dell’antica Etruria ed anche da numerosi reperti ritrovati quasi in ogni località costiera del mediterraneo occidentale.
La “tracciabilità” del bucchero etrusco ha permesso agli studiosi di individuare più d’una rotta commerciale attraverso la quale, nel periodo compreso tra il VII e il III secolo a.C., la popolazione italica stabilì quegli importanti rapporti con le coeve culture d’oltremare ricordate sopra.
Per un approfondimento sulle tecniche di formatura e cottura del bucchero etrusco, consigliamo una visita a questo indirizzo: www.neroetrusco.it/public/blog/?p=44
